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Addio alla surroga: in discesa anche l’importo dei mutui

24 gennaio 2017

Addio vecchio amore “fisso”.

Magari si esagera un poco, ma si potrebbe effettivamente parafrasare così il distacco che si sta registrando fra le famiglie e i piccoli investitori che hanno sottoscritto negli anni scorsi un mutuo.

Finora amato fino all’impossibile, oggi la surroga sembra scaldare un po’ meno i cuori di chi va in cerca di casa e sta pensando a quale tipo di mutuo sottoscrivere. Lo dicono gli ultimi dati registrati, secondo cui i mutui richiesti nel semestre maggio-ottobre 2016 sono sempre più spesso nuovi finanziamenti e le surroghe diminuiscono, rispetto al periodo novembre 2015-aprile 2016 di quasi 20 punti percentuali perdendo terreno sia in termini assoluti, sia in termini relativi rispetto al totale dei finanziamenti erogati.

Questi dati, che emergono dall’Osservatorio congiunto dei due portali web specializzati nell’erogazione di finanziamenti, Facile.it e Mutui.it, dimostrano che su un campione analizzato di oltre 20.000 richieste e relative erogazioni di mutuo, le surroghe hanno rappresentato circa il 38% dei mutui erogati, un deciso calo in rapporto al 50% di sei mesi prima. Inoltre, seppur di un minimo valore, sono in calo anche i valori medi delle surroghe: nel periodo dell’ultimo semestre è stato pari a poco più di 113.000 euro, contro i 118.000 euro nel semestre novembre 2015-aprile 2016.

La richiesta media registrata in Italia per un mutuo nel periodo maggio-ottobre 2016 è stata pari a 128.000 euro, equivalente al 3,2% in più rispetto al semestre precedente; guardando ai valori dell’erogato, invece, l’Osservatorio di Facile.it e Mutui.it ha registrato un importo medio di 120.000 euro, anche esso in aumento, ma in maniera meno netta (+1,3%).

Crescono, in termini assoluti, anche i mutui erogati, che oggi sono il 34,1% in più rispetto a sei mesi prima. Gli italiani sembrano volersi garantire la positività degli indici attuali e, nel 70,4% dei casi, optano per un mutuo a tasso fisso; scelgono il variabile il 26,5% degli aspiranti mutuatari. Sei mesi fa le percentuali erano pari, rispettivamente, al 64,5% e al 28,1%.

Se aumentano sia gli importi richiesti sia quelli erogati, diminuisce invece il valore medio dell’immobile al centro del finanziamento. Oggi le case oggetto di mutuo hanno un costo pari a 220.650 euro, vale a dire il 4,7% in meno rispetto a quanto non evidenziato nell’osservatorio precedente; mettendo in rapporto il valore dell’immobile con l’erogato, si ottiene un LTV di poco superiore al 62%. Osservando invece la durata del piano di restituzione, la media è pari a 21 anni.

Facile.it e Mutui.it hanno poi condotto, nel loro Osservatorio, un focus specifico sui mutui richiesti per l’acquisto della prima casa. In questo specifico segmento di mercato, il valore medio dei mutui richiesti è stato pari a 137.000 euro, 126.500 euro quello dei finanziamenti erogati.

Nel primo come nel secondo caso i valori sono in crescita; del 5% per le richieste, del 2,2% per le erogazioni. Il valore degli immobili oggetto dei mutui richiesti per l’acquisto prima casa è stato pari, da maggio ad ottobre 2016, a poco più di 203.000 euro, equivalenti ad un incremento del 2,2% rispetto al periodo novembre 2015 – aprile 2016 e ad un LTV pari al 67,4% rispetto alle cifre richieste e al 62,2% rispetto a quelle erogate.

«Il mercato dei mutui italiani si sta progressivamente avviando ad una normalizzazione e questa va letta come una buona notizia – spiega Ivano Cresto, responsabile Business Unit Mutui di Facile.it e Mutui.it -. Sebbene prevista, una variabile importante potrebbe essere la recente decisione della Fed relativa all’aumento dei tassi applicati negli Stati Uniti e quanto velocemente questa influirà sull’aumento dei tassi applicati in Italia».

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