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Bonus e condomini: il fisco spiega sconto irperf.

03 ottobre 2017

Il via libera era arrivato prima delle vacanze estive: i contribuenti che eseguono interventi edilizi di riqualificazione della propria casa, ma non hanno un reddito così elevato per poter detrarre il 65% del credito d’imposta maturato ( i cosiddetti incampienti), hanno avuto la possibilità di usufruirne e di cederlo a imprese o alle banche.

Ma L’Agenzia delle Entrate, proprio su questo tema è ulteriormente intervenuta la settimana scorsa per chiarire ancora meglio e nel dettaglio come poter sfruttare le agevolazioni per il risparmio energetico, sia per le singole unità immobiliari sia per le parti comuni degli edifici condominiali, e spiegando i criteri su come trasferire il credito di incapienti e condomini.

Tutte nuove regole e criteri di calcolo che l’Agenzia delle Entrate ha organizzato in una nuova guida sulle agevolazioni per il risparmio energetico in cui distingue tra le regole in vigore per le spese sostenute fino al 31 dicembre del 2016 e le novità in vigore dal primo gennaio del 2017 e fino al 2021.

Bonus ecologico per condomini

Tra le novità introdotte, le Entrate segnalano le detrazioni più alte per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali attraverso i quali si raggiungono specifici indici di prestazione energetica. In particolare, la detrazione, da ripartire sempre in 10 rate annuali di pari importo, spetta nelle seguenti misure del 70%, se gli interventi riguardano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dello stesso edificio; del 75%, quando gli interventi sono diretti a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva.

Queste maggiori detrazioni valgono per le spese effettuate tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 e vanno calcolate su una spesa non superiore a 40.000 euro per ogni singola unità, cioè moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Resta l’obbligo, per poter usufruire di queste maggiori detrazioni, di sottoporre i documenti di spesa a professionisti abilitati attraverso l’attestazione della prestazione energetica degli edifici. Resta anche la possibilità che L’Enea effettui controlli, anche a campione, su queste attestazioni. L’attestazione false fa decadere l’agevolazione.

Il credito degli incapienti

Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, si legge nella nota dell’Agenzia delle Entrate, per la riqualificazione energetica di parti comuni dei condomini, i contribuenti che si trovano nella cosiddetta “no tax area” (incapienti) possono cedere ai fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi un credito pari alla detrazione Irpef spettante, come pagamento di una parte del corrispettivo.

In particolare, il credito è utilizzabile in compensazione, a partire dal 10 aprile 2017 e mediante il modello F24, esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. La quota di credito non fruita nell’anno può essere riportata nei periodi d’imposta successivi ma non può essere chiesta a rimborso.

Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti condominiali comuni, compresi quelli che danno diritto alle maggiori detrazioni del 70 e 75%, i condòmini che della no tax area possono cedere un credito pari alla detrazione Irpef spettante.

La cessione può essere disposta in favore dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi; di altri soggetti privati (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti); oppure a istituti di credito e intermediari finanziari (ad esempio banche). I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione.

La cessione del credito

L’Agenzia nella sua ultima Guida spiega anche che, per i lavori eseguiti dal 1° gennaio 2017 sulle parti comuni degli edifici condominiali, per i quali si ha diritto alle detrazioni più elevate del 70 e del 75%, anche soggetti diversi dagli incapienti possono scegliere di cedere il credito.

In questo caso il credito potrà essere ceduto ai fornitori che hanno effettuato gli interventi, ma è possibile cederlo anche ad altri soggetti privati (persone fisiche, anche se esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti). Non possono cederlo, invece, alle banche.

Il singolo condomino infine può decidere anche di cedere l’intera detrazione calcolata o sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare per l’esecuzione dei lavori anche sotto forma di cessione del credito d’imposta ai fornitori, per la quota a lui imputabile.

Bonus 65% fino a dicembre 2017

Non ci sono grosse novità sul fronte dell’ecobonus 65% sulle singole abitazioni per cui sono state prorogate le regole dell’anno scorso: fino al 31 dicembre 2017 coloro che eseguono interventi di riqualificazione energetica hanno diritto a una detrazione fiscale del 65% (dall’Irpef e dall’Ires) da spalmare su 10 anni.

L’Agenzia ricorda anche che la detrazione vale anche, relativamente alle spese effettuate tra il 1° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2017, per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti che ne consentano anche la regolazione.

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