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Che cos'è il catasto

11 giugno 2015

Prima o poi capita a tutti di avere a che fare con il catasto: sia che vi servano le planimetrie della vostra abitazione, che stiate vagliando un immobile da acquistare o che dobbiate segnalare dei lavori di ristrutturazione, sono tutte circostanze che vi portano a rivolgervi al catasto. Nello specifico però di che cosa si tratta?

Il catasto è l’elenco generale di tutti i beni immobili, i terreni e i fabbricati, creato con il fine di censire gli stessi, nonché di determinarne la consistenza e la rendita mediante operazioni di descrizione, misurazione e stima; di tali beni viene realizzata una rappresentazione grafica in mappe particellari. Si identificano quindi due precisi scopi del catasto: in primo luogo quello giuridico, che consiste nell’accertare le proprietà immobili e di tenerne in evidenza le mutazioni; in secondo luogo quello fiscale, volto a verificare in modo uniforme il reddito imponibile. Bisogna però specificare che gli atti catastali non hanno valore di prova nell’attestare la proprietà.

Il catasto si articola in due archivi autonomi, quello dei terreni e quello edilizio urbano. Deve essere costantemente aggiornato tramite volture obbligatorie, effettuate dai possessori degli immobili, e da periodiche verifiche quinquennali.

Per quanto riguarda gli immobili urbani, l’operazione di registrazione avviene per unità immobiliare, ossia per ogni parte di immobile autonomamente utilizzabile atta a produrre un reddito proprio. Ogni unità vede riportati i suoi elementi di identificazione: comune, eventuale sezione, foglio di mappa, particella, subalterno, consistenza, categoria, classe di redditività e rendita catastale; inoltre sono segnalati i soggetti titolari di diritti reali sull’immobile, o comunque possessori, e sono depositate le planimetrie dell’immobile.

Tutte le informazioni catastali sono di libera consultazione: questa operazione è oggi semplice, in quanto a partire dalla metà degli anni Ottanta è iniziato il processo che ha portato alla digitalizzazione del materiale del catasto: ora sia gli addetti ai lavori, sia i privati possono effettuare la consultazione tramite internet.

Sul sito www.catasto.it si possono effettuare la visura catastale per soggetto e quella per immobile: nel primo caso sono necessari i dati anagrafici del soggetto interessato, nel secondo serve l’identificativo catastale del bene o in alternativa l’indirizzo dell’unità immobiliare.

Attualmente è in corso di definizione la riforma del catasto, che dovrebbe entrare in vigore per il 2018/2019: uno dei cambiamenti più radicali consisterà nella modifica del principio per il calcolo delle rendite catastali, che dai vani, l’unità di misura per il calcolo del valore immobiliare, passerà al metro quadrato.

Se anziché guardare al futuro, facciamo invece un passo indietro nel tempo, possiamo scoprire qualche curiosità a proposito delle origini del catasto, che ha radici molto antiche. Nel regno sumero, quindi ben 4000 anni fa, Shulgi re di Ur iniziò una vera e propria opera di creazione di un catasto generale, finalizzato al calcolo del versamento delle tasse.

Lo stesso accadde in Egitto, sotto i Faraoni, e all’epoca della Grecia Classica nell’Atene di Solone. I Romani poi attuarono la pratica della centuriazione, ovvero della divisione del terreno agricolo in unità formate dall’intersecazione di strade ad angolo retto: una volta assegnate le terre, tutto veniva riportato su mappe.

Se pensiamo alla storia della nostra penisola, va segnalato il grande problema affrontato con l’Unità d’Italia: si dovevano unificare i catasti degli Stati preunitari, creati con metodi anche molto diversi.

Dopo varie leggi, nel 1939 venne finalmente istituito il Nuovo Catasto Edilizio Urbano; nel 1984 i due catasti divennero del tutto separati e autonomi, uno per i terreni e uno per gli immobili, e nel 1994 venne istituito il Catasto dei Fabbricati, come aggiornamento del Nuovo Catasto Edilizio Urbano.

I catasti storici della città di Bergamo si possono consultare sul sito del Comune: si tratta del Catasto Lombardo-Veneto del 1853 e del Nuovo Catasto dei Terreni del 1901.

Possono essere utili agli addetti ai lavori, architetti, storici e urbanisti, nel caso in cui effettuino studi sullo sviluppo della città, ma sono anche uno strumento prezioso per chi è semplicemente curioso e vuole conoscere il passato di Bergamo.

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