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Come comprare casa: trattative e tempi d'acquisto.

28 marzo 2017

Il mercato immobiliare conferma la sua primavera. O meglio, è proprio questa del 2017 la definitiva primavera del mercato immobiliare: i segnali erano evidenti da tempo, ma la ripartenza del mattone ormai è una certezza.

I dati diffusi dell’Agenzia delle Entrate sui volumi di compravendite lo confermano ulteriormente.

L’anno 2016 si chiude con una crescita delle transazioni residenziali del 18,9%. E decisamente segnano una buona performance anche città e capoluoghi di provincia come Bergamo. La casa, che gli italiani hanno comunque dimostrato di apprezzare come destinazione dei propri risparmi anche in periodi di crisi, risale dalle difficoltà degli anni scorsi. Numerosi i fattori che hanno contribuito a questo risultato, fra tutti in particolare un’erogazione del credito più facile ma al contempo prudente, i bassi tassi di interesse ed i prezzi immobiliari ora più accessibili.

Nella seconda parte del 2016 poi si nota un ritorno più incisivo degli investitori, convinti che il mattone rappresenti ancora una buona forma di investimento ma anche consapevoli dei limiti dello stesso e, per questo, più attenti rispetto al passato.

I prezzi immobiliari – in base all’ultima rilevazione dell’Ufficio Studi Tecnocasa - sono in ribasso, il secondo semestre del 2016 vede le abitazioni perdere ancora lo 0,8% nelle grandi città, l’1,9% nei capoluoghi di provincia e l’1,2% nell’hinterland delle grandi città. Piccoli ritocchi verso il basso quindi che stanno traghettando il mercato verso una lieve ripresa dei valori che si ritiene possa già esserci alla fine di quest’anno.

Altro dato positivo arriva dai tempi di vendita, che continuano a diminuire: 145 giorni nelle grandi città, 171 giorni nell’hinterland delle grandi città e 162 giorni nei capoluoghi di provincia, con una diminuzione di circa 20 giorni rispetto ad un anno fa. Questo avviene soprattutto grazie all’allineamento dei prezzi di richiesta rispetto a quelli attuali di mercato.

Anche se a questo punto andrebbe aggiunta una riflessione: la domanda dinamica e l’offerta che inizia a diminuire, soprattutto sugli immobili di qualità, potrà determinare un’ulteriore contrazione delle tempistiche di vendita e un minor margine di trattativa, soprattutto su queste tipologie immobiliari. Se l’immobile è da ristrutturare o presenta degli elementi negativi si comprerà e si venderà solo dopo ulteriori ribassi di prezzo.

Interessante, a questo punto della dinamica di mercato, anche le scelte relative alla tipologia di immobili: continua a prevalere il trilocale, scelto dal 40,5% dei potenziali acquirenti nelle grandi città. A seguire il quattro locali con il 24,5%.

La concentrazione su quest’ultima tipologia è in aumento a conferma del fatto che, quando i prezzi lo consentono, si acquista il taglio più grande. Le tipologie in buono stato restano le preferite. Si registra una ripresa delle richieste del nuovo laddove i prezzi siano stati rivisti al ribasso. Iniziano a ripartire progetti finalizzati alla costruzione di immobili di qualità che garantiscano efficienza energetica e, alla luce degli ultimi eventi, che siano costruiti anche con criteri antisismici. Continua ad esserci costante attenzione al contenimento dei costi condominiali.

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