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Come risparmiare con il riscaldamento a pavimento

12 giugno 2015

La casa è il simbolo della famiglia, spesso è associata agli affetti e al calore: e, a proposito, si potrebbe immaginare una casa senza riscaldamento? Assolutamente no.

Ma dire riscaldamento ormai non implica più una scelta immediata e senza dubbi, perché esistono varie tipologie di impianti e bisogna optare per quella più adatta alle singole esigenze. Negli ultimi anni viene utilizzato sempre più spesso il riscaldamento a pavimento, perché implica vari vantaggi.

Il funzionamento di questo impianto è semplice, in quanto l’acqua arriva alla caldaia, che ne regola la temperatura, e poi viene convogliata nelle tubazioni presenti al di sotto del pavimento, riscaldando così tutto l’ambiente. Rispetto ai termosifoni, che diffondono il calore per convenzione, il riscaldamento a pavimento lo diffonde per irraggiamento.

Sono numerosi i motivi che possono spingere a sceglierlo: in primo luogo aumenta il comfort abitativo, in quanto la temperatura risulta costante in tutto l’ambiente e si ha quindi la piacevole sensazione di avere i piedi caldi, evitando così il fenomeno che a volte capita con i termosifoni, che consiste nel sentire i piedi freddi e la testa calda.

Anche la salute gode di alcuni benefici, in quanto la diffusione per irraggiamento evita la creazioni di polveri (cosa che accade abitualmente con i termosifoni), spesso causa di allergie; inoltre, la temperatura costante nella casa evita l’insorgere di muffe e la minore umidità determina la quasi totale assenza di acari. Anche il vostro lato creativo o la voglia di cambiare la disposizione dell’arredamento saranno soddisfatti, dal momento che l’assenza di termosifoni permette una maggiore libertà nell’organizzazione degli spazi.

Non sarete limitati nella scelta dei materiali per il pavimento, in quanto si possono utilizzare tutte le tipologie: dal cotto alla moquette, dalle piastrelle ai laminati; si può ricorrere anche al parquet, basta scegliere un tipo di legno stabile, meno soggetto alla dilatazione termica.

Infine bisogna prendere in considerazione l’aspetto economico, che presenta uno svantaggio inziale, ma comprende poi dei buoni vantaggi sul lungo termine.

Il costo di installazione dell’impianto è infatti generalmente del 60% più caro rispetto agli impianti tradizionali, per via del costo dei materiali necessari, della manodopera e degli eventuali interventi edilizi, necessari nel caso in cui si intervenga ristrutturando una casa già costruita.

Negli anni successivi però la spesa sarà ammortizzata, in quanto si avrà un risparmio energetico del 20% circa e un risparmio economico che varia dal 30% al 40%: ciò avviene perché la caldaia lavora a una temperatura tra i 30° e i 40°, a differenza di quelle degli impianti tradizionali che raggiungono i 70°.

Questa caratteristica permette di utilizzare fonti di energia alternative, più ecofriendly, come le caldaie a pellet, le pompe di calore e gli impianti a energia solare.

Consideriamo ora brevemente come funziona un impianto di riscaldamento a pavimento e da che elementi è composto. Si è già detto della caldaia, che lavora a temperature più basse del solito e immette l’acqua riscaldata nelle tubazioni: i tubi sono incastrati sopra un pannello isolante e sono disposti a forma di serpentine, di chiocciole o secondo un rettilineo, permettendo così un’equa distribuzione del calore su tutto il pavimento. Un foglio in PVC rende più robusto il pannello isolante e lo protegge dall’umidità. Il massetto è il vero elemento riscaldante: minore sarà il suo spessore minore sarà il tempo necessario al calore per raggiungere l’ambiente circostante.

Infine è utile sapere che un impianto di questo tipo ha una vita media di cinquant’anni: se quindi deciderete di adottarlo nella vostra nuova casa o se lo installerete in occasione di una ristrutturazione, considerate anche che la sua vita sarà generalmente lunghissima.

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