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Comprare casa a Bergamo: il prezzo delle case

14 giugno 2016

Sempre meno stipendi per comprare casa. O almeno ci vogliono un po’ meno soldi della propria busta paga rispetto a qualche anno fa per poter dare concretezza al sogno della propria vita. L’ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha infatti analizzato quanti anni di stipendio sono necessari per acquistare l’abitazione. E da un confronto fra i costi degli immobili – valori che hanno subito una forte variazione al ribasso - e il livello delle retribuzioni – che invece sono rimasti invariati o diminuiti - ad oggi servono 6,3 annualità di stipendio, un valore in diminuzione rispetto a quanto rilevato nel 2014 quando invece ce ne volevano almeno 6,6 di annualità.

Bergamo rientra un po’ sopra la media ma ne occorrono non meno di 7-8 annualità di stipendi per poter acquistare un appartamento medio, in zona semi centrali anche se nella stessa via della città si possono riscontrare immobili che presentano valori completamente differenti, anche se a pochi metri di distanza.

Dando invece uno sguardo a livello nazionale, tra le grandi città Bologna vede in un anno un calo di 0,6 annualità (che si attestano a 5,9); anche a Verona c’è stata una diminuzione dello 0,2 arrivando a 4,5 annualità. Firenze si mantiene invariata con 8,5 annualità, mentre Milano chiude l’anno con un incremento di 0,1, passando a 9,1 annualità di stipendio per comprare casa. A Palermo e Genova ne servono meno: 4 nel capoluogo siciliano e 4,2 nella città della Lanterna.

Il cambiamento quindi è stato sostanziale, visto che effettuando un confronto a distanza di dieci anni, emerge che a livello nazionale la differenza è stata più consistente, infatti si è passati da 10 annualità nel 2005 a 6,3 nel 2015. In questo lasso temporale Napoli e Bologna sono le città in cui si sono avute le variazioni più consistenti, rispettivamente con 5,3 e 5 annualità in meno. Diminuzione importante anche a Milano che in dieci anni ha visto un calo di 4,4 annualità; Firenze resta in linea con il dato nazionale (-3,7), seguono a ruota Roma, Bari e Genova (-3,6 la Capitale e -3,5 le altre due), mentre Palermo è la città che mantiene più stabili i propri valori (-2 annualità).

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