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Condomini e incentivi: lavori di ristrutturazione e risparmio.

12 settembre 2016

L’annuncio era nell’aria. Prima delle vacanze estive lo stesso ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, aveva fatto capire che lo strumento era allo studio. Questione di qualche settimana.

E, infatti, terminato il mese di agosto, il governo ha annunciato l’istituzione di un Fondo specifico pubblico-privato da 4-5 miliardi per finanziare gli interventi di riqualificazione energetica di 12 milioni di condomini, immobili finora sostanzialmente esclusi dai benefici fiscali del 50 e del 65%. Palazzi vetusti, energeticamente costosi alle famiglie, immobili che risalgono agli anni ‘50-60-70, edificati non solo nelle periferie delle città, ma anche nei centri urbani e ora degradati e bisognosi di interventi.

Il progetto Delrio-Morando prende così forma in vista della legge di bilancio. E ruota attorno all’estensione dell’ecobonus del 65%, che ha già funzionato bene per i singoli appartamenti e case. Fra gli interventi finanziabili, quindi, non più solo caldaie a condensazione e finestre con i doppi vetri. Ma veri e propri interventi strutturali di riqualificazione con risparmi nella bolletta che sfiorano il 60-80%.

Attivare piani di questo tipo consente, oltre ai risparmi in bolletta, anche un forte rispetto dell’ambiente, tagliando le emissioni nocive nell’atmosfera. L’idea di un fondo per interventi straordinari, costituito da Cassa depositi e prestiti e aperto ai privati, serve a superare l’ostacolo maggiore alla fruizione degli incentivi. Incapienti e redditi bassi o anziani ne sono di fatto esclusi. I primi perché non fanno dichiarazione dei redditi e non possono detrarre nulla, gli altri per scarsa liquidità o per le prospettive lunghe di rimborso. Il 65% viene infatti recuperato in dieci rate annue.

Il modello suggerito , quindi, equivale al caso, per esempio, in cui si ipotizza un intervento da 600 mila euro su un condominio con 40 appartamenti - dunque 15 mila a famiglia - per realizzare il cappotto isolante, la coibentazione delle parti esposte, i serramenti e gli impianti.

Per un appartamento al Nord, ogni famiglia spende 1.800 euro di riscaldamento all’anno. Anticipando solo il 10%, dunque 1.500 euro, questa famiglia si assicura un dimezzamento della bolletta energetica per sempre - 900 euro, quasi 80 euro al mese - e una casa cresciuta in valore.

Il fondo poi fornisce i soldi dell’intervento a una Esco, società specializzata in lavori di riqualificazioni, o una multiutility. Il 65% tornerà alla Esco negli anni con le detrazioni (di fatto una cessione del credito). Il 10% è anticipato dalla famiglia e il resto pagato in bolletta secondo il modello del canone Rai, con un piccolo interesse. Perché il meccanismo funzioni, la richiesta di intervento del fondo deve essere accompagnata da una diagnosi energetica standard.

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