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La casa come miglior rendita garantita.

19 dicembre 2016

La casa rende. La casa come bene rifugio, la casa come strumento che difende i propri risparmi.

Dopo gli anni di difficoltà e, alla fine, anche di diffidenza alimentata dall’incertezza della congiuntura, la casa è tornata a conquistare la fiducia delle famiglie e dei piccoli investitori. Anche in maniera pesante.

Sono gli ultimi dati a far emergere questa conferma, dati emersi dal trend sulle compravendite realizzate dalle agenzie immobiliari sul territorio e che delineano una crescita sempre più elevata dell’acquisto di immobili anche da mettere a reddito – spesso in alternativa ad altri strumenti finanziari come gli stessi conti corrente – oppure come investimento in immobili da destinare a casa vacanza.

Chi investe nel mattone è attento sia ai rendimenti da locazione sia alla rivalutazione del capitale investito. L’ultima indagine del Centro Einaudi di luglio 2016 vede un incremento della quota di intervistati disposti a considerare il mattone l’investimento più sicuro (60% dal 55% del 2015) o il “migliore possibile”( da 33,2% al 40,6%).

I dati elaborati dall’Ufficio studi Tecnocasa hanno messo in evidenza proprio questo aspetto della rendita, di quanto cioè si sono rivalutati i prezzi delle case nelle grandi città partendo dal 1998 e arrivando al primo semestre 2016. Dallo studio e nel confronto fra i capoluoghi di provincia è emerso che si sono rivalutati maggiormente gli immobili di Roma con il 65,3%, seguita da Napoli con il 61,3% e poi da Milano con il 56,3%. Il dato su Bergamo riflette in gran parte il trend di Milano, pur con una rivalutazione leggermente inferiore: dal 1998 a oggi un immobile si è rivalutato fra il 45 e il 53%. Il dato tiene conto degli otto anni della Grande Crisi. Così dal 2007 ad oggi la fase discendente del mercato a livello nazionale registra una diminuzione dei valori del 39,7%.

Se in città il trend di crescita dal 1998 è stato a due cifre, la rivalutazione delle abitazioni nell’hinterland e in provincia è stata inferiore, mediamente e rispettivamente del 5,2% e del 14,3%. Quindi, meno forte di quella che si è avuta nelle città. In queste realtà fuori centro, e sull’onda del boom immobiliare verificatosi tra la fine degli anni ’90 e gli inizi del 2000, sono state messe in vendita molte nuove costruzioni e questo ha contribuito a calmierare i prezzi di mercato.

Dal 1998 ad oggi l’analisi delle rivalutazioni di tutti i capoluoghi di provincia vede un maggior incremento di valore nei capoluoghi del Sud (+24,8%), del Centro (+2,5%) e del Nord (-2,4%). Dal 2007 ad oggi la perdita di valore nelle diverse realtà territoriali è stata abbastanza vicina: -39,7% per le grandi città, -41,5% per i capoluoghi di provincia e -40,9% per l’hinterland.

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