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Mutuo casa: detrazione degli interessi passivi.

31 luglio 2017

Cara casa quanto mi costi. Ma il peso del mutuo, almeno in parte, lo posso alleggerire e cosi lo posso detrarre dalle tasse.

Per una volta almeno il Fisco dà una mano. E nel dettaglio, è la legge dice che “dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 19 per cento” degli oneri sostenuti “dal contribuente, se non deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formare il reddito complessivo.

In particolare si tratta di interessi passivi, e relativi oneri accessori, nonché le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione. Così, quando si compra una casa, insomma, è ormai consolidato che si richieda e si ottenga un finanziamento.

In questo caso è possibile sfruttare in sede di dichiarazione dei redditi di una detrazione Irpef del 19% degli interessi passivi sul mutuo e relativi oneri accessori.

Gli interessi passivi sul mutuo per l’acquisto della casa possono essere portati in detrazione nella misura del 19%, fino a un importo massimo di 4.000 euro. La detrazione spetta ai contribuenti che hanno acquistato una prima casa con il mutuo e che presentano il modello 730 o il modello Unico.

Ci sono delle condizioni da rispettare per poter godere della detrazione: entro un anno l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale; l’acquisto dell’unità immobiliare deve essere effettuato nell’anno precedente o successivo alla data della stipulazione del contratto di mutuo (non si tiene conto del suddetto periodo nel caso in cui l’originario contratto è estinto e ne viene stipulato uno nuovo di importo non superiore alla residua quota di capitale da rimborsare, maggiorata delle spese e degli oneri correlati); in caso di acquisto di unità immobiliare locata, la detrazione spetta a condizione che entro tre mesi dall’acquisto sia stato notificato al locatario l’atto di intimazione di licenza o di sfratto per finita locazione e che entro un anno dal rilascio l’unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale; la detrazione spetta non oltre il periodo d’imposta nel corso del quale è variata la dimora abituale (non si tiene conto delle variazioni dipendenti da trasferimenti per motivi di lavoro e delle variazioni dipendenti da ricoveri permanenti in istituti di ricovero o sanitari, a condizione che l’unità immobiliare non risulti locata); in caso di contitolarità del contratto di mutuo o di più contratti di mutuo il limite di 4.000 euro è riferito all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti.

Infine, se il mutuo è intestato ad entrambi i coniugi, ciascuno di essi può fruire della detrazione unicamente per la propria quota di interessi; in caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro la detrazione spetta a quest’ultimo per entrambe le quote.

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