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Permessi edilizi: ora c'è il modello unico.

26 luglio 2017

Meno carta, meno tempi d’attesa e meno adempimenti da affrontare.

Un ulteriore passo in avanti nella semplificazione delle procedure per avviare lavori edili nelle proprie abitazioni. E diventa più facile individuare il titolo abilitativo per ogni intervento edilizio così da chiarire quali lavori possono essere realizzati in regime di edilizia libera, senza rischio di cadere nell’abusivismo edilizio e di iniziare lunghi e costosi contenziosi, e quali invece richiedono necessariamente la Scia. Dopo i primi due decreti legislativi dell’anno scorso, ora per imprese, professionisti e cittadini un nuovo salto oltre le difficoltà burocratiche nel caso di comunicazioni e istanze da presentare nei settori dell’edilizia (oltre che per le attività commerciali). Così se il 27 giugno scorso, la Regione Lombardia ha già adottato la determinazione con cui adeguava, uniformandola, la modulistica a quella nazionale, ora un nuovo passo è stato compiuto sempre all’insegna della riduzione e la semplificazione degli adempimenti burocratici.

Le nuove regole

La Conferenza Unificata delle Regioni ha, infatti, approvato il nuovo modello unificato relativo al permesso di costruire, si tratta di una semplificazione dei moduli standardizzati per comunicazioni e istanze nei settori dell’edilizia. In pratica viene introdotto un nuovo strumento, il nuovo “Permesso di costruire” che si aggiunge ai moduli standardizzati (Cila, Scia e Scia alternativa al permesso di costruire, Cil per opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee, Comunicazione di fine lavori), tutti modelli già approvati e operativi dalla fine di giugno. In relazione al nuovo modello, invece, è stato introdotto anche un nuovo adempimento: le Regioni avranno tempo fino al 30 settembre 2017 per adeguare il modulo alle specifiche normative regionali, e da parte loro le amministrazioni comunali, alle quali sono rivolte le domande, le segnalazioni e le comunicazioni edilizie, hanno l’obbligo di pubblicare sul loro sito istituzionale entro e non oltre il 20 ottobre 2017 i moduli unificati e standardizzati, adottati ed eventualmente adattati dalle singole Regioni. L’obbligo di pubblicazione della modulistica è assolto anche attraverso il rinvio alla piattaforma telematica di riferimento. La mancata pubblicazione dei moduli e delle informazioni entro il 20 ottobre 2017 per gli enti locali costituisce un illecito disciplinare.

Come cambiano i permessi

Ma vediamo a questo punto esattamente che cosa è già cambiato con la semplificazione dei moduli e quali sono i modelli di riferimento. Oltre all’introduzione dei moduli unici, che di per sé costituisce un’importante semplificazione per i professionisti, finora costretti a confrontarsi con centinaia di moduli e pratiche diverse, l’accordo riduce gli adempimenti a carico dei cittadini, cui l’amministrazione non può chiedere informazioni che già possiede, come precedenti titoli abilitativi edilizi, atti di proprietà, visure catastali e il Durc.

Diventa ora più facile individuare il titolo abilitativo per ogni intervento edilizio. In particolare il decreto Scia 2 aveva già provveduto a una mappatura completa, con una tabella riassuntiva, dei procedimenti edilizi, in corrispondenza dei quali vengono indicate le procedure burocratiche da seguire; individua con precisione le attività oggetto di procedimento di mera comunicazione o segnalazione certificata di inizio attività (Scia) o di silenzio assenso, oltre a quelle per le quali è necessario il titolo espresso e introduce le conseguenti disposizioni normative di coordinamento. Inoltre è prevista la semplificazione di regimi amministrativi in materia edilizia.

Novità anche per la cosiddetta Edilizia libera. La nuova normativa abroga la Cila (la Comunicazione di inizio lavori), facendo rientrare nell’edilizia libera tutti gli interventi per cui era prevista, e la Dia (la Denuncia di inizio attività), sostituita già dal 2010 dalla Scia (la Segnalazione certificata di inizio attività), lasciando però in vigore la Super Dia, alternativa al permesso di costruire. La Scia ha già preso il posto della Dia al 100%, quindi avremo la Scia alternativa al permesso di costruire.

Le norme di ristrutturazione

A seguito dell’eliminazione della Cil, tra le attività di edilizia libera, c’è per esempio l’eliminazione delle barriere architettoniche (anche se può esser necessaria la Cila se si installano ascensori esterni), l’installazione di pannelli fotovoltaici a servizio degli edifici al di fuori dei centri storici, opere dirette a soddisfare esigenze contingenti e temporanee, da rimuovere al massimo entro 90 giorni. Occorre invece la Scia in caso di manutenzione straordinaria sulle parti strutturali degli edifici, restauro e risanamento conservativo sulle parti strutturali degli edifici, ristrutturazione edilizia che non comporti modifiche alla volumetria, cambio di destinazione d’uso degli edifici nel centri storici e cambio di sagoma degli edifici vincolati. La Scia è inoltre necessaria per gli interventi di manutenzione straordinaria “pesante” che vedano coinvolte le strutture, contemplino la modifica di prospetti e volumi e quando contempla mutamento di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante.

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