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Prima casa? I giovani comprano.

19 dicembre 2016

I dati estremamente positivi sul bilancio delle compravendite 2016 (le stime danno quasi per certo l’obiettivo delle 500mila transazioni sul mercato per fine anno) contengono anche elementi di importante novità.

Per esempio sugli identikit dei compratori o investitori. E così analizzando i dati emerge una importante novità, o meglio una inversione di tendenza.

Erano scomparsi dal mercato immobiliare, ora, invece, anche i giovani under 35, tornano a comperare casa. Rate più leggere, costi meno alti, condizioni più favorevoli rendono i mutui più accessibili anche a questa nuova categoria di acquirenti.

Ma, nonostante l’approvazione della riforma del mercato del lavoro, da parte delle banche non c’è ancora una vera e propria apertura al credito, né tantomeno sono tornate ad allentare i cordoni della borsa anche per i più giovani. In particolare, l’introduzione del contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti non ha avuto quel reale effetto sull’accesso più facile al mutuo per conto dei giovani lavoratori che comunque ci si aspettava.

Detto altrimenti, il finanziamento viene concesso ma solo se al fianco del giovane resta comunque un altro soggetto a fare da garante – di solito un genitore – e a determinare quanto sono disposte a prestare le banche. Una serie di indagini e verifiche sul campo hanno comunque portato a evidenziare che – in riferimento un giovane dipendente di età compresa tra i 25-30 anni, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, un reddito annuo di 25.000 euro e intenzionato ad acquistare un immobile dal valore di 200.000 euro, meno della metà degli istituti di credito interpellati si sono dimostrati favorevoli a valutare la richiesta di mutuo prima casa per i giovani under 35.

Gli istituti presi in considerazione, infatti, al massimo arrivano a concedere solo il 50% del prezzo dell’immobile e pretendono che sia il giovane mutuatario a versare l’altra metà. Richiesta praticamente impossibile da soddisfare, visto che il giovane lavoratore under 35 riceve uno stipendio che non gli permette di coprire il restante 50%.

Minima apertura, invece, se interviene il garante, quella figura che si fa carico del versamento dell’ammontare della rata nel caso in cui l’intestatario del mutuo sia impossibilitato.

Solo in questo caso, allora, le banche sono disposte a consegnare una liquidità maggiore e ad aumentare il valore dell’immobile, fra il 60% e anche l’80%. L’esistenza di un garante, insomma, “tranquillizza” le banche. Ma la vera apertura del mercato del credito alla fine ancora si fa attendere.

E nonostante prezzi bassi degli immobili, costo del denaro al minimo, rate più favorevoli i più giovani risparmiatori vedono ancora allontanarsi il sogno di acquistare la loro prima casa. Senza l’aiuto dei genitori.

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