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Quanto costa un appartamento a Bergamo?

19 settembre 2016

Continua la crescita di interesse e la domanda di abitazioni, negli ultimi due mesi le richieste di persone interessate all’acquisto di un’abitazione sono triplicate. Ma contro una costante salita della domanda, si riscontra anche una ulteriore discesa dei prezzi.

Un calo che anche ad agosto si è fermato a un prezzo medio delle case in Italia a 1.931 euro al metro quadro, segnando così un ulteriore calo dello 0,4%. E una diminuzione complessiva del 3,4% su base annua, secondo l’ultimo indice mensile pubblicato dall’ufficio Studi del portale specializzato idealista.it.

Bergamo risulta fra le più penalizzate da questa discesa, nonostante l’aumento delle domande di acquisto di un’abitazione abbia sfiorato negli ultimi due mesi il +6,5%. Il dato sui prezzi, infatti, trova un riscontro negativo con i valori medi registrati a livello nazionale, che risultano infatti ancora superiori ai valori sia registrati in provincia sia nella città di Bergamo: in entrambe le aree del territorio le case oggi costano ancora meno rispetto a solo tre mesi fa.

“Per quanto ci sia un incremento delle richieste – spiega Vincenzo De Tommaso, ricercatore dell’ufficio Studi idealista.it -, domande quasi triplicate rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, si assiste a una ulteriore flessione dei prezzi, anche se a ritmo decelerato rispetto a luglio, quando si era già registrato un calo dell’1,9%. I valori stanno ancora smaltendo le crescite vertiginose del precedente periodo espansivo e fanno fatica a risollevarsi scontando la crescita zero del sistema economico italiano negli ultimi anni”.

Analizzando nel dettaglio i valori per città, va subito evidenziato come Bergamo perda ancora qualche punto, in particolare in città. Contro un valore medio delle abitazioni che in Lombardia si è attestato ad agosto intorno ai 1.931 euro al metro quadro, Bergamo ha invece fatto registrare un valore al metro quadro di 1.380 per gli immobili in provincia e, meglio, in città con un prezzo medio di 1.936 euro al metro quadro, comunque in forte discesa rispetto a luglio di oltre il 2,5%. Sostanzialmente stabili invece fra luglio e agosto i prezzi medi delle abitazioni in provincia (-02,%).

Più in generale, invece, solo 27 centri dei 105 centri monitorati durante il corso del mese di agosto chiudono in saldo positivo; variazioni contenute tra il meno 1 e l’1% per il 69% delle città monitorate; battute d’arresto anche nei grandi mercati - Milano (-2,6%), Napoli (-1,5%) e Roma (-0,7%) –, in frenata dopo aver mostrato segnali di recupero nella prima metà dell’anno. Rieti, con un incremento del 1,3%, guida la graduatoria degli incrementi nei capoluoghi italiani. La seguono Cuneo (1,2%), Fermo (1,1%), Catanzaro (1,1%) e Torino (1%), incrementi modesti nel resto dei centri.

Tre centri su quattro evidenziano un trend negativo, con Rovigo (-6,6%), Como (-5,4%), Lecce (-3,2%) a evidenziare gli andamenti peggiori a livello nazionale. E per le curiosità, la classifica delle città più care d’Italia vede sempre Venezia (4.409 euro al metro quadro) davanti a Milano (3.367 euro/mq) e Roma (3.332 euro/mq). Nella parte opposta della tavola, Biella resta la città dove comprare casa costano meno, solo 776 euro al mq.

Valori delle case, quindi, che mostrano ancora continue fluttuazioni nel tempo e soprattutto evidenziano maggiore instabilità nei mercati più piccoli. Battute d’arresto tuttavia si registrano anche per i grandi mercati. Nonostante ciò la stabilizzazione sembra essere sempre più vicina e il prezzo delle case, si prevede, possa smettere di scendere a partire dai prossimi mesi.

Per l’analisi sulle province, invece, i dati mettono in evidenza come agosto abbia visto ancora una prevalenza di segni meno nelle macroaree provinciali (66) sulle aree in terreno positivo (39), altre cinque (5) non hanno subito variazioni; 79 province hanno registrato variazioni marginali, comprese nella forbice tra il -1% e l’1%, segno di una situazione che va lentamente verso la stabilità; ai due estremi performance positive per Gorizia (3,9%), Trento (2,5%) e Vibo Valentia (2,4%), mentre all’opposto spicca la performance negativa di Como (-7,4%), seguita da Rovigo (-3,5%) e Varese (-3,4%).

La classifica delle province più care è guidato da Savona con i suoi 3.319 euro al mq, davanti a Bolzano (3.067 euro/mq) e Imperia (2.853 euro/mq). Dall’altro lato della graduatoria troviamo 11 macro aree con prezzi inferiori ai mille euro al metro quadro, le punte più basse si toccano a Biella (766 euro/mq), seguita da Enna (832 euro/mq) e Trapani (832 euro/mq) tra le province più economiche.

Per quanto riguarda, invece, lo sguardo alle regioni, il prezzo è aumentato in 8 delle 20 regioni italiane. Il maggior rialzo è quello del Trentino Alto Adige, dove le richieste dei proprietari sono aumentate del 2,6% rispetto a un mese fa. Le altre regioni in terreno positivo registrano rialzi inferiori all’1 per cento. Calabria (0,7%) e Molise (0,6%) segnano la performance migliore. All’opposto, valori in discesa in Valle D’Aosta (-2,4%), Lombardia (-2,2%) e Veneto (-1,7%).

Alla Liguria, con 2.720 euro al metro quadro, spetta il primato dei prezzi regionali, seguita da Lazio (2.549 euro/mq) e Trentino Alto Adige (2.431 euro/mq). La Calabria rimane la più economica con 951 euro al metro quadro, precedendo Molise (1.051 euro/mq) e Basilicata (1.174 euro/mq).

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