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Redditi 2017: casa, bonus e mutui.

04 maggio 2017

Dichiarazione dei redditi 2017 in arrivo, appuntamento fisso con il Fisco. E con il suo strumento preferito: il modello 730 (bozza e istruzioni sono già disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate).

Anche quest’anno ovviamente nel modello trova nuovamente spazio anche la casa e l’edilizia, in particolare i nuovi bonus e le detrazioni previste dalla legge di Stabilità 2017, oltre ai dettagli per calcolare le detrazioni legate agli incentivi e a come detrarre gli interessi sui mutui già avviati o non necessariamente quest’anno.

I mutui, il fronte più caldo: le istruzioni sono molto dettagliate. Così nel rigo E7, con codice 7, andranno indicati gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione pagati nel 2016 per i mutui destinati all’acquisto dell’abitazione principale per i quali, misura confermata anche per quest’anno, spetta la detrazione del 19%. In caso si usufruisca di sovvenzioni o contributi statali – precisa l’Agenzia - la detrazione spetta solo sull’importo effettivamente a carico del contribuente.

I valori degli importi

Unica eccezione gli interessi di mutui stipulati nel 1991-92: se i prestiti ipotecari sono stati accesi, ma non per acquistare la prima casa, non sono detraibili. Lo stesso per gli interessi dei mutui a partire dal 1993, mentre sono detraibili i mutui stipulati nel 1997 anche per ristrutturazione e quelli sottoscritti nel 1998 anche per costruzione e ristrutturazione.

La detrazione spetta su un importo massimo di 4.000 euro. In caso di contitolarità del contratto o di più contratti di mutuo, questo limite si riferisce all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti (per esempio i coniugi cointestatari in parti uguali del mutuo possono indicare al massimo un importo di 2.000 euro ciascuno).

Se invece il mutuo è cointestato con il coniuge fiscalmente a carico, il coniuge che sostiene interamente la spesa può fruire della detrazione per entrambe le quote di interessi passivi.

Nel dettaglio, per una breve rassegna sui codici da utilizzare, l’Agenzia indica che nei righi da E8 a E10, codice 8, vanno indicati gli interessi dei mutui per l’acquisto di altri immobili (sempre detraibili al 19%); con codice 9 quelli per recupero edilizio contratti nel 1997; con codice 10 quelli per la costruzione dell’abitazione principale; con codice 11 gli interessi per prestiti o mutui agrari.

Mobili e ristrutturazioni

Per quanto riguarda le altre agevolazioni, fino al 31 dicembre 2017 è stato prolungato il bonus mobili per chi chiederà una detrazione del 50% per i lavori di recupero edilizio intrapresi a partire dal 1 gennaio 2016 (l’inizio dei lavori andrà documentato come da modalità prevista dalla tipologia di lavoro). Data questa condizione, vale il bonus mobili per un massimo di 10.000 euro di detrazione da spalmare su dieci anni, a patto che i mobili e i grandi elettrodomestici acquistati (anche tramite finanziamento) siano destinati all’immobile ristrutturato.

Per usufruire della detrazione non sarà più necessario, come in precedenza, il cosiddetto bonifico “parlante” (con tutte le informazioni sulla destinazione del pagamento), ma sarà sufficiente quello ordinario, oppure un pagamento con bancomat e carta di credito. Saranno detraibili i pagamenti effettuati dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2017. Detrazione del 65% in dieci anni anche per le spese sostenute per l’acquisto di dispositivi di controllo da remoto, che andranno indicate nel rigo E62 con il codice 7.

Non solo. Benché il bonus mobili non sia stato rinnovato specificamente per le giovani coppie nel 2017, in dichiarazione dei redditi i conviventi, anche di fatto, da almeno tre anni (istruzioni indicati dall’Abi), se almeno uno dei componenti la coppia abbia meno di 35 anni, si vedranno riconosciuta una detrazione del 50% delle spese sostenute per arredare l’abitazione principale, entro il limite di 16 mila euro. Tali spese andranno indicate nel rigo E58 del nuovo 730.

Le detrazioni Irpef

Altre detrazioni previste dal nuovo 730 (rigo E14) sono legate alle spese per i canoni di leasing dell’abitazione principale pagati nel 2016, detraibili al 19% nel caso i contraenti avessero, al momento della stipula, un reddito inferiore ai 55mila euro. L’importo dei canoni non deve superare gli 8.000 euro, o i 4.000 nel caso in cui il contraente avesse più di 35 anni al momento della stipula. Lo stesso vale per le quote di riscatto: detraibile il 19% su un massimo di 20.000 euro, o di 10.000 per gli over 35.

Chi, infine, avesse acquistato nel 2016 un’abitazione principale di classe energetica A o B potrà detrarre il 50% dell’Iva, sempre in rate uguali per ciascun o dei prossimi dieci anni: la spesa va indicata nel nuovo rigo E59.

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