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PRIMA CASA:le norme sulle agevolazioni fiscali

12 Giugno 2015

Un sogno sta per realizzarsi e state per comprare la vostra prima casa: già di per sé si tratta di un importante traguardo raggiunto, un valido motivo per essere soddisfatti, ma in realtà vi aspettano altre buone notizie, perché probabilmente potrete godere delle agevolazioni fiscali predisposte dalla Agenzia delle Entrate. Cerchiamo quindi di fare un po’ di ordine nelle norme e di capire chi può usufruire di queste agevolazioni.

In primo luogo bisogna sottolineare che non tutte le abitazioni possono godere di queste vantaggi: sono infatti esclusi gli immobili di categoria catastale A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) o A9 (castelli e palazzi di eminente pregio artistico e storico).

Un elemento importante da ricordare è il trasferimento della residenza: l’immobile infatti deve essere ubicato nel territorio del comune in cui l’acquirente ha la residenza, oppure dove la stabilirà entro diciotto mesi dall’acquisto; la dichiarazione di voler stabilire la residenza nel comune dove è situato l’immobile acquistato deve essere riportata nell’atto di acquisto.

Vi sono poi altre situazioni particolari, per esempio quella in cui la prima casa si trovi nel territorio del Comune in cui l’acquirente svolge la propria attività: rientrano in questo gruppo anche le situazioni in cui non si è remunerati, è il caso per esempio delle attività di studio, di volontariato e sportive.

Se l’acquirente è trasferito all’estero per ragioni di lavoro, l’immobile deve trovarsi nel territorio del Comune in cui ha sede o esercita l’attività il soggetto da cui dipende; e infine se l’acquirente è un cittadino italiano emigrato all’estero, la casa deve essere situata nell’intero territorio nazionale purché sia acquistata come prima casa sul territorio italiano.

Per poter richiedere le agevolazioni fiscali, quando si giunge all’atto dell’acquisto il compratore deve dichiarare di non essere titolare, esclusivo o in comunione con il coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione, su altra casa nel territorio del Comune dove si trova l’immobile oggetto dell’acquisto agevolato. E, secondo la stessa formula, deve dichiarare anche di non essere titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altro immobile acquistato, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa.

Vediamo ora in concreto in che cosa consistono queste agevolazioni: nel caso di acquisto da un privato o da un’impresa, ma con vendita esente da Iva, si hanno l’imposta di registro del 2%, l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale entrambe fisse a 50 euro; nel caso invece di acquisto da un’impresa con vendita soggetta a Iva si hanno l’Iva al 4%, l’imposta catastale, l’imposta ipotecaria e l’imposta di registro tutte fisse a 200 euro.

Per avere un’idea dei vantaggi fiscali è utile sapere che, quando non si rientra nelle agevolazioni legate alla prima casa, nel caso di acquisto da un privato o da un’impresa, sempre con vendita esente da Iva, l’imposta di registro è del 9% e nel caso di un acquisto da un’impresa con vendita soggetta a Iva l’aliquota è del 10%.

Infine, nel caso in cui vi siate accorti ora che potete usufruire di questi vantaggi oppure vi siate dimenticati per errore di inserire le dichiarazioni necessarie nell’atto di compravendita, sappiate che esiste comunque una soluzione: grazie a uno specifico atto integrativo è infatti possibile dichiarare la sussistenza dei presupposti necessari per usufruire delle agevolazioni fiscali.

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