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Riqualificazione: cessione del bonus a tutti

20 Novembre 2017

Il pacchetto casa riparte da una famiglia di bonus allargata. Confermate le cinque misure e agevolazioni del 2017, tutte già inserite nella nuova manovra per il prossimo anno, la famiglia dei provvedimenti si allargherebbe ad una sesta misura.

Oltre ai bonus mobili, ristrutturazioni, riqualificazione energetica, sisma bonus ed eco bonus ordinario, nella nuova versione della manovra è comparso per la casa anche il nuovo bonus per giardini, balconi e terrazzi a recupero del 36% (fino a 5mila euro di spesa) delle spese sostenute per gli interventi di sistemazione del verde della propria casa o appartamento.

Intanto, per la casa un altro anno di sconti e di benefici si sta aprendo. Anche se il prossimo anno, fra le vere novità ne emerge una più significativa su tutte, e che consente certamente di massimizzare il ricorso all’ecobonus da parte di proprietari di case e delle famiglie interessate al risparmio energetico in bolletta ma ancora frenati da problemi di liquidità.

Si tratta del riconoscimento a tutti – e non più quindi solo a chi rientrava nella categoria degli incapienti, contribuenti a baso reddito - della possibilità di cedere il proprio credito fiscale come anticipo del pagamento dei lavori di riqualificazione.

Il tema è di strettissima attualità. Anche perché rappresenta una grande opportunità per l’avvio di un ampio piano di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Ma soprattutto dal prossimo anno si amplia ulteriormente il meccanismo della cessione del credito d’imposta, aprendo una occasione significativa per nuovi soggetti – famiglie e piccoli investitori - di poter usufruire sia dell’ecobonus, detrazioni fiscali sulle spese fino al 75%, sia del sisma-bonus, e qui lo sconto fiscale sull’Irpef può raggiungere anche l’85%.

In realtà la ridefinizione del sistema di cessione del credito ha di fatto reso ancora più interessante questa opportunità. La cessione del credito fiscale maturato in seguito a interventi edilizia di riqualificazione energetica sulla casa era finora prevista solo per gli incapienti, ossia quei soggetti che per loro caratteristiche di reddito troppo basso non potevano beneficiarne (non maturavano cioè un’imposta sufficiente su cui far valere la detrazione).

La riforma del prossimo anno prospetta di percorrere in senso inverso la monetizzazione del beneficio fiscale. Questo significa che, soprattutto per quei soggetti che non hanno la possibilità di realizzare un intervento incentivato fiscalmente, invece di seguire l’iter normale che è quello di sostenere la spesa e successivamente recuperarla attraverso le varie dichiarazioni annuali (730 o redditi), possono avere subito disponibile tale importo per far fronte alle spese, cedendo il credito sia alle banche sia alle imprese che eseguivano i lavori, ma soprattutto sia fra i privati cittadini ovviamente con capacità di reddito.

Inoltre, altro aspetto importante è che la cessione dell’ecobonus riguarderà non solo gli interventi sul condominio, ma anche quelli sulle singole unità immobiliari. Al momento la cessione del credito di imposta corrispondente alla detrazione fiscale è possibile solo per i lavori di miglioramento della prestazione energetica effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali: i condòmini possono cedere il credito a fornitori e imprese, gli incapienti anche alle banche.

Con la cessione, l’impresa pratica uno sconto immediato e, in cambio, usufruisce della detrazione fiscale al posto del condomino che ha sostenuto la spesa. Il meccanismo è interessante anche per chi desidera effettuare la riqualificazione energetica della sua unità immobiliare, ma è scoraggiato dai costi iniziali. Per bypassare questa difficoltà, la manovra finanziaria 2018 prevede invece che possa optare per la cessione del credito anche chi esegue i lavori di efficientamento sulla singola unità immobiliare.

Non solo: proprio perché si è subito intuito che il mercato può trarre un notevole impulso da questa agevolazione si sta lavorando alla creazione di una vera e propria piattaforma per la cessione del credito, dove cittadini e imprese potranno cedere i propri crediti fiscali creando un vero e proprio mercato. Intanto tutte le vecchie misure dovrebbero essere confermate.

Il pacchetto casa riparte dalla stabilizzazione dell’ecobonus per i condomini, almeno per i prossimi cinque anni (fino cioè al 31 dicembre 2021). Le detrazioni (riservate però agli interventi su parti comuni condominiali) possono arrivare fino al 70% se gli interventi riguardano l’involucro dell’edificio che interessano almeno il 25% della superficie disperdente lorda o arrivare 75% di detrazione fiscale per i lavori che migliorano la prestazione energetica invernale ed estiva. La detrazione del 65% resta in vigore invece per interventi di riqualificazione per le singole unità immobiliari per tutto il 2018.

Confermato anche per il prossimo anno lo sconto del 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Oltre a questa conferma del 50% di detrazione, resta in vigore anche il tetto di spesa a 96mila euro per ogni unità immobiliare e sarà spalmato in dieci quote annuali di pari importo. Chi ha avviato interventi di ristrutturazione oltre il 1° gennaio 2017, dal prossimo anno avrà ancora la possibilità di accedere al bonus mobili.

Anche questo sconto fiscale del 50% è stato confermato, con un tetto massimo delle spese a 10mila euro, per arredi e grandi elettrodomestici in classe non inferiore alla A+. Conferma ma con novità, invece, per l’ecobonus 2018 per interventi su finestre e schermature, caldaie a biomasse e caldaie a condensazione: lo sconto sarà ridotto a una detrazione del 50% anziché al 65.

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