Ristrutturare: vantaggi fiscali e iva al 10% | Chicercacasa.it
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Ristrutturare: vantaggi fiscali e iva al 10%

17 Giugno 2015

Una volta presa la decisione di ristrutturare casa, bisogna pensare che si possono godere di alcuni benefici fiscali.

Certo, ci si deve armare di pazienza per affrontare i vari interventi, con i relativi eventuali imprevisti e con le piccole scomodità che comporta avere dei lavori in casa, però ci si può consolare pensando ai benefici fiscali e in particolare bisogna anche ricordare che si può usufruire dell’Iva agevolata al 10%: va però specificato in quali situazioni è possibile effettivamente usufruire di questo vantaggio.

In primo luogo quindi elenchiamo le varie tipologie di lavori edilizi idonei: si tratta degli interventi di manutenzione ordinaria, di quelli di manutenzione straordinaria e di quelli di restauro e risanamento conservativo.

Gli interventi di manutenzione ordinaria riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.

Le opere di manutenzione straordinaria comprendono gli interventi necessari per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e quelli finalizzati a realizzare e integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici; in tutti i casi però non devono essere modificati i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non devono verificarsi cambiamenti delle destinazioni di uso.

Infine si ritengono interventi di restauro e risanamento conservativo tutti i lavori volti al consolidamento della struttura, che vanno dal rinnovo all’inserimento di elementi necessari all’edificio, per evitare situazioni di degrado.

Per essere ancora più chiari, va specificato che l’Iva ridotta al 10% si applica all’acquisto di beni, escluse le materie prime e i semilavorati, alle forniture di beni finiti e ai servizi dipendenti dal contratto d’appalto o d’opera, finalizzati alla realizzazione degli interventi di ristrutturazione.

Quando si parla di beni finiti si intendono quegli elementi che fanno sì parte dell’abitazione, ma che mantengono un loro carattere distinto: è il caso per esempio delle caldaie, delle porte e delle finestre.

Si può quindi fare una sintesi per definire in breve quando sono presenti gli estremi per richiedere l’Iva al 10%: questa riduzione si applica a tutte le prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, realizzati in casa; inoltre la stessa agevolazione si applica anche ai materiali comprati dalla ditta di ristrutturazione, ma solo fino a concorrenza del costo della ristrutturazione: ciò significa solo fino a quando il costo dei materiali diventerà uguale a quello dei lavori.

L’applicazione dell’Iva al 10% non è automatica: è infatti necessario che la ditta che si occupa dei lavori chieda al committente una dichiarazione con la quale quest’ultimo si assume la responsabilità per l’applicazione dell’aliquota ridotta.

Se invece avete già effettuato i lavori e vi rendete conto solo ora che non vi è stata applicata l’Iva agevolata, è utile sapere che esiste comunque una soluzione per questo incidente di percorso: potete infatti chiedere un rimborso all’impresa che si è occupa dei lavori, che a sua volta, con in mano le fatture delle spese sostenute, chiederà il rimborso all’Agenzia delle Entrate.

Fondamentale è che tutto ciò avvenga entro due anni da quando è stato effettuato il pagamento con l’Iva al 22%.

Quindi non preoccupatevi troppo pensando ai lavori da affrontare se siete in procinto di ristrutturare casa: consolatevi invece ricordando che potete anche risparmiare.

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